Una ‘rivoluzione delle toilette’ per rafforzare l’offerta turistica e la qualità di vita della gente comune. La direttiva parte dall’alto, dal presidente cinese Xi Jinping, perché la costruzione di bagni e wc puliti è un passo importante nella “civilizzazione” di aree urbane e rurali.La raccomandazione, alla fine del primo piano triennale, tocca i settori di riferimento nell’ambito di istruzioni più generali su come raggiungere la rivoluzione nei servizi igienici del turismo puntando a modelli occidentali per qualità, e comfort, fino ai leggendari livelli del vicino Giappone.Il presidente, che è prima di tutto segretario generale del Pcc, ha da tempo marcato l’importanza del tema per correggere “cattive abitudini” diffuse. Durante le sue periodiche visite nelle aree più remote, Xi si è sempre informato delle condizioni delle toilette sottolineando la necessità di averne di moderne e pulite per poter dare vita al concetto di “nuova vita rurale”.La questione delle “toilette non è insignificante, ma è un aspetto importante del miglioramento infrastrutturale nelle aree urbane e rurali”, ha affermato Xi sul punto, nel resoconto dell’agenzia Nuova Cina.Nel lungo rapporto al 19/mo congresso del Partito comunista cinese di ottobre, Xi ha dedicato un ampio capitolo alla sfida principale dell’amministrazione: attuazione e soddisfazione al desiderio di qualità della vita più adeguata.Nel 2015, la Cina decise di lanciare la campagna triennale sul miglioramento degli standard di toilette e bagni pubblici ai siti turistici sparsi in tutto il Paese: a fine di ottobre, secondo la Nuova Cina, oltre 68.000 strutture dedicate erano state rifatte o costruite ex novo, il 20% in più del target originario, con un esborso stimato in oltre un miliardo di yuan (150 milioni di dollari) da parte del governo centrale e in oltre 20 miliardi di yuan (3 miliardi di dollari) dalle amministrazioni locali.Per celebrare il “World Toilet Day” del 19 novembre, la National Tourism Administration cinese s’è impegnata a costruire 47.000 toilette e a rimodernarne 17.000 nel prossimo biennio.Per Pechino si tratta di una ferita da sanare: le pessime condizioni e l’igiene precaria delle toilette pubbliche sono state per lungo tempo fonte d’orrore per i visitatori dai paesi più sviluppati.Uno scenario non più tollerato dalla seconda economia del pianeta che vanta un’industria del turismo capace di valere lo scorso anno quasi 4.000 miliardi di yuan, un tesoro da 610 miliardi di dollari.

Sorgente: La “toilette revolution” di Xi Jinping

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