Il settimo giorno della settimana, come ci insegnavano nell’ora di religione, è quello consacrato al riposo. Lo ribadisce anche il Papa:«L’astensione domenicale dal lavoro non esisteva nella società romana è un apporto specifico del cristianesimo. Fu il senso cristiano del vivere da figli e non da schiavi, animato dall’Eucaristia, a fare della domenica, quasi universalmente, il giorno del riposo. E che domenica è, per un cristiano, quella in cui manca l’incontro con il Signore?».Il Pontefice ha ribadito l’importanza della messa della domenica, toccando in modo inevitabile il delicato dibattito politico sulla necessità di riposare nei giorni di festa.«Siamo figli, non schiavi», ricorda Papa Francesco.  E la questione è stata già ampiamente discussa in passato: dal referendum del 1995 fino alla campagna «Liberaladomenica» promossa nel 2012 da Confesercenti e Cei, passando per la legge molto contrastata approvata nel 2014 dalla Camera, che introduce 12 giorni di chiusura e sei possibili deroghe (legge che si è poi arenata in Senato).Quello delle persone impegnate nei giorni festivi è un vero esercito che tocca i 5 milioni di addetti.Sarebbero 3,4 milioni i lavoratori dipendenti e un milione e 300mila quelli autonomi, a salutare da lontano il “settimo giorno di riposo”.In particolare si tratta di occupati nel terziario (688mila lavorano in alberghi e ristoranti, più i 579mila nel commercio), ma anche dipendenti pubblici (686mila tra sanità e sicurezza, più 329mila della Pa), o dell’industria (329mila), dei servizi collettivi e alla persona (241.400), o dei trasporti (215.600) e servizi alle imprese (203.900).In sintesi, in Italia 2 lavoratori dipendenti su 10 sono impiegati anche nei giorni “rossi”.Ma Enrico Valdani, presidente del Cermes spiega:«Se tornassimo al passato metteremmo in crisi tutto il settore della grande distribuzione organizzata con impatti sull’occupazione molto rilevanti. Più che chiudere la domenica bisognerebbe farlo il lunedì ed il martedì, i giorni più morti visto che quasi il 67% degli affari ormai si concentra nei fine settimana». La domenica è infatti il secondo giorno della settimana per ingressi e fatturato: nei weekend si registra un +120% di incassi rispetto ad un normale giorno della settimana, come ha confermato Confimprese.A quanto pare nemmeno l’intervento del Papa potrà cambiare la situazione.

Sorgente: Lavoro domenicale: il dibattito interessa circa cinque milioni di italiani – Radio 105

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