Come era prevedibile per una legislatura nata nel caos, il finale è col botto. L’appello a favore dello ius soli di Gianni Cuperlo, esponente di minoranza del Pd, e della vicepresidente del partito Barbara Pollastrini produce solo tensioni tra i Dem, ma non riapre la pratica. Chiusa dalla scorsa settimana, quando al Senato è mancato il numero legale per andare avanti.A poche ore da quella che sembra la fine inesorabile della legislatura, Cuperlo si rivolge direttamente al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al segretario del partito Matteo Renzi. “Chiedano a Mattarella di prolungare la legislatura di qualche giorno”, chiede il deputato del Pd, richiamando l’appello di Pollastrini, sottoscritto da “oltre 400 tra amministratori, parlamentari, associazioni”. Tutti a favore dello ius soli, legge che aspetta il via libera in Senato da ben due anni.Il tempo c’era per approvarla. Ma non ora. Intorno all’appello di Cuperlo si raccolgono solo imbarazzi tra i Dem, in maggioranza. Renzi non ha intenzione di mettersi alla guida di una fronda di fine legislatura a favore dello ius soli. Tanto più che i sondaggi gli consigliano prudenza: la maggioranza dell’elettorato è contrario, anche tra i Dem. E Gentiloni certifica l’assenza dei numeri in Senato per mandare avanti la legge sulla nuova cittadinanza: contrari anche i cinquestelle, che invece sul biotestamento hanno dato una grossa mano alla maggioranza.E ora, a destra Giorgia Meloni raccoglie le firme contrarie lo ius soli: consegnate a Mattarella centomila sottoscrizioni. Tra i partiti si scatena la polemica. Di fatto, sul finale di legislatura, è già partita la campagna elettorale su uno dei temi più dibattuti: l’immigrazione. Franco Monaco, deputato ulivista che la settimana scorsa ha lasciato il Pd, se la prende con Cuperlo e con il suo ex partito: “Basta ipocrisie. Ancora appelli sullo ius soli? Forse è il caso di finirla. Sappiamo perfettamente che lo ius soli è morto e sepolto e che il colpo finale glielo ha dato la studiata assenza di 29 senatori Pd, il cui vertice in verità non lo ha voluto”.Ma intanto anche Luigi Manconi, senatore Pd e presidente della commissione Diritti umani di Palazzo Madama, uno dei parlamentari che hanno fatto lo sciopero della fame a staffetta per lo ius soli, lancia un estremo appello a Mattarella. “Ma chi l’ha detto che si debba votare il 4 marzo? E chi ha stabilito che le Camere si sciolgano tra 24 o, al più, 48 ore? Lo sostengono tutti ed è l’ipotesi più probabile, ma a tutt’oggi – alle ore 13 di mercoledì 27 dicembre – il solo ed esclusivo titolare del potere di sciogliere le Camere, ovvero il Presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato”, dice Manconi.Tutto lascia pensare che si pronuncerà e calerà il sipario su una legislatura di fatto già finita.

Sorgente: Finale col botto: imbarazzo in maggioranza Pd per gli appelli della minoranza sullo ius soli. Ma la strada sembra segnata…

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