Ogni scarrafone è bello a mamma sua, si sa. Ma se la mamma in questione si lascia un po’ troppo andare, condividendo sui social un vero e proprio shooting fotografico dettagliato del proprio figlioletto, la faccenda rischia di diventare pericolosa. Specie per il portafoglio.Pubblicare fotografie dei figli minorenni sui social network può essere considerato un illecito che comporta la richiesta di rimozione delle immagini da parte del giudice e il pagamento di una somma di denaro in favore dei figli.Lo ha deciso qualche settimana fa il Tribunale di Roma, condannando una madre a rimuovere gli scatti del proprio figlio sedicenne, ma soprattutto a sborsare 10mila euro a quest’ultimo e al marito, se non avesse rispettato l’ordine di rimozione immediata.Il caso che ha generato la sentenza è quello di un sedicenne che ha chiesto un intervento contro sua madre, affetta dal vizietto dei post e commenti a lui dedicati. Ma giustizia è stata fatta: se la donna dovesse insistere, dovrà pagare profumatamente. L’episodio rappresenta un precedente unico in Italia e può costituire un esempio in tema di tutela dei minori.Il ragazzo coinvolto aveva esposto numerose lamentele a causa delle controversie giudiziarie tra i genitori, tanto da arrivare alla decisione di proseguire gli studi negli Stati Uniti.”Secondo lei una persona che dice di voler bene può scrivere queste cose?”, aveva detto in Tribunale, portando come prova le pagine social con le fotografie e i dettagli delle sue vicende personali, condivise da sua mamma.Le disposizioni che regolano la gestione pubblica dell’immagine dei minori sono un tema delicato e sono entrate anche nella gestione dei ricorsi per separazione consensuale e di divorzio.L’articolo 96 della legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) prevede che il ritratto di una persona non possa essere esposto senza il suo consenso, salvo eccezioni.Una qualsiasi fotografia, essendo un dato personale non può essere diffusa se non c’è l’autorizzazione dell’interessato. In più i minori sono protetti dalla tutela dall’articolo 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo approvata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con la legge 176/1991.Ai genitori, che hanno un dovere di cura e di educazione nei confronti dei figli, spetta anche la corretta gestione della loro immagine pubblica, per evitare la sovraesposizione sui social.Ma nonostante ciò, le questioni su questo argomento dividono i genitori, specie se c’è in ballo una crisi familiare, e qui scatta l’intervento dei giudici.Un esempio? A Brescia il Tribunale ha imposto a una coppia il divieto di pubblicare foto della figlia minore su blog e social, e persino sul profilo su WhatsApp.Il giudice può ordinare l’eliminazione delle foto o la disattivazione del profilo del minore al fine di arginare i rischi più frequenti del web. Tutto chiaro? La morale, ancora una volta, sembra essere la stessa: social sì, ma con moderazione, se non volete che la paghetta settimanale dei ragazzi diventi milionaria.

Sorgente: Genitori e social network: postare la foto dei figli può costare fino a 10mila euro di multa – Radio 105

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