“Ho ricevuto minacce di tutti i tipi. L’ultima è uno spettacolo in cui mi si paragona a Mengele, con i gemelli in gabbia”

“Virginia Raggi, Luigi Di Maio, Roberta Lombardi, Matteo Salvini… hanno tutti delle responsabilità enormi nel cavalcare e alimentare le posizioni antiscientifiche dei no-vax a fini elettorali”. La ministra della Salute Beatrice Lorenzin è ormai abituata agli attacchi e alle minacce degli antivaccinisti. “Gli ultimi mesi sono stati un crescendo: ho ricevuto minacce di tutti i tipi con una violenza che solo il fanatismo può produrre”. L’ultima, però, l’ha lasciata particolarmente turbata: uno spettacolo no-vax che andrà in scena al teatro Puccini di Firenze dal titolo “Il Decreto”. Locandina: due gemellini in gabbia, con una mano dalle unghie acuminate che allunga le grinfie. Due piccole cavie di una Lorenzin paragonata a Josef Mengele, “l’angelo della morte” tristemente famoso per i suoi esperimenti su cavie umane, soprattutto bambini, nel campo di concentramento di Auschwitz.

Come commenta la notizia dello spettacolo No Vax al Puccini, uno dei teatri più famosi di Firenze?

“È un fatto disgustoso. Un gruppo di antivaccinisti ha affittato un teatro per mettere in scena uno spettacolo no-vax, sotto la guida di uno dei capi del movimento no-vax in Italia. Oltre a fare propaganda contro i vaccini, e a dare informazioni sbagliate che mettono in pericolo la salute della comunità, utilizzano una metafora inaccettabile”.

Che effetto fa sentirsi paragonare a un mostro del nazismo?

“Il fatto di paragonare me a Josef Mengele e la legge sui vaccini alle sperimentazioni su cavie umane è inaccettabile. È un richiamo che offende l’umanità. Come si fa a paragonare la vaccinazione, un’arma che ha salvato la vita a miliardi di persone, a uno dei mostri del nazismo? È come riaprire una delle ferite più grandi che l’umanità abbia mai conosciuto, è una mancanza di rispetto incommentabile alle persone che hanno subito l’orrore dei campi di concentramento. Per me si è superato un limite: dopo questo non c’è più nulla”.

Lei è anche mamma di due gemelli. Immagino si sia sentita ferita anche sul piano personale…

“Mi sono sentita ferita da tutti i punti di vista, come donna delle istituzioni, come cittadina e come madre di due gemelli. Il decreto contro cui queste persone scaricano tutta la loro rabbia è una legge fatta per i bambini, per mettere in sicurezza da malattie anche mortali i bambini troppo piccoli per essere vaccinati, o che non possono esserlo per motivi di salute. Non tutelarli vuol dire impedire loro di avere una vita normale. Tutto sulla base di posizioni, quelle no-vax, destituite di ogni fondamento medico e scientifico”.

Eppure proprio oggi, a cominciare dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, la bontà del ‘suo’ decreto è di nuovo messa in discussione…

“Non si comprende che la vaccinazione è una questione collettiva, non individuale, come hanno ribadito sia il Consiglio di Stato che la Corte Costituzionale. Non è accettabile che un sindaco e un’amministrazione comunale possano fare mozioni su questi temi, laddove c’è una legge dello Stato e una posizione molto chiara della comunità scientifica”.

Cosa vuol dire essere nel mirino dei no-vax?

“In questi ultimi mesi ho ricevuto minacce di tutti i tipi con una violenza che solo il fanatismo può produrre. Si tratta di eventi promossi da fanatici che fortunatamente sono una minoranza esigua della popolazione. Il problema arriva quando leader politici, figure pubbliche e amministrazioni cavalcano questi elementi di fanatismo e li fanno diventare argomento di scontro della campagna elettorale”.

Che conseguenze ha, per la salute pubblica, tutta questa polemica sui vaccini?

“Credo si sia raggiunto uno dei momenti più bassi nella storia politica italiana. Questo tipo di campagna elettorale sta mettendo a rischio il lavoro fatto nell’ultimo anno per recuperare l’immunità di gregge, un deficit che l’Italia ha accumulato e ci ha reso vulnerabili di fronte a un’epidemia come quella di morbillo”.

Quali sono le responsabilità della politica?

“Virginia Raggi, Luigi Di Maio, Roberta Lombardi, Matteo Salvini… hanno tutti delle responsabilità enormi di fronte a questa minaccia per la salute pubblica. Con varie sfumature, cavalcano e alimentano posizioni antiscientifiche allo scopo di far rimuovere la legge e creare un vulnus da cui trarre vantaggi politici. È in atto una corsa a cavalcare e creare le paure più irrazionali. C’è bisogno di un voto non razionale, ma basato su emozioni negative, sulla paura, sul terrorismo psicologico. Il ragionamento non conta: conta solo l’emozione che fa paura, che genera sospetto. Purtroppo, comunque vadano le elezioni il 4 marzo, questa campagna resterà una ferita per il Paese”.

Sorgente: “M5S e Lega cavalcano fanatismo e minacce dei no-vax”. Intervista alla ministra Beatrice Lorenzin

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