E’ quanto emerge dall’indagine Censis, condotta su un campione di duemila intervistati, che delinea un consumo interclassista, dall’operaio al dirigente, unisex e per tutte le età, con grande apprezzamento nelle nuove generazioni dei Millennial e una crescente domanda da parte degli anziani.L’acqua minerale, nello studio illustrato da Francesco Maietta del Censis, è “un bene irrinunciabile per le famiglie italiane, che trovano in questo consumo, anche in tempi di crisi e neo-sobrietà, una gratificazione quotidiana per il gusto e la percezione di sicurezza e salubrità. Il bere acque minerali fa così parte dello stile italiano del bere e della dieta mediterranea, e questo valore di edonismo responsabile viene riconosciuto anche nel mondo”.Nel 2016 l’Italia ha esportato 1,3 miliardi di litri, per un valore di 480 milioni di euro. Una performance positiva che colloca l’Italia al secondo posto per quantità e valore, recuperando terreno sulla Francia che è leader europeo del settore. Un business sempre più ad alto valore aggiunto: nel 2016, sottolinea il Censis con Mineracqua, l’Italia ha esportato acqua minerale in quantità pari a poco più del 50% dell’export francese, ma il valore di tale export è pari a circa il 65% della Francia.

Sorgente: Acqua minerale, siamo Paese Ue che ne beve di più (206 litri a testa, l’anno) – Business – ANSA.it

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