Grazie a Mauro Forgillo. pizzaiolo, che scrive da Sydney e a Franca Mozzi Lopez, madre di due medici disoccupatiScrivono una madre addolorata per la sorte dei due figli trentenni laureati in medicina, disoccupati, e un loro coetaneo che vive a Sydney: faceva il pizzaiolo, ora ha aperto un suo locale. Lette una dietro l’altra mi pare che dicano tanto della loro generazione e del nostro tempo.Questa è Franca Mozzi Lopez. “Sono la madre di due giovani medici specializzati a luglio, purtroppo. Dopo aver percepito lo stipendio durante gli anni della specializzazione, ora, a 8 mesi di distanza sono disoccupati. Mi chiedo, ma dopo anni di duro studio, sacrifici economici e psicologici, lontano da casa a causa degli sbarramenti, sacrifici che abbiamo fatto anche noi genitori, è giusto che non abbiano un lavoro perché non ci sono i soldi? Hanno circa trent’anni, avrebbero diritto a veder realizzati i propri sogni? A formarsi una famiglia? A raccogliere i frutti del loro studio? Mio figlio ora è a Yale a fare il ricercatore, mia figlia fa il medico volontario all’Umberto I dove si è specializzata. Le sembra giusto?”.Questa invece la lettera di Mauro Forgillo. “Ho piacere a leggere la sua rubrica, interessante soprattutto è l’umanità. La dimensione umana sembra contare decisamente poco in questo ‘Smart-World’. La ricerca del clamore del momento, dello shot di gioia, ha aggiunto un ulteriore strato alla nostra maschera; tutti impegnati a filtrare le proprie insicurezze, ad apparire impeccabili”.”Nel frattempo nella vita reale, da un momento all’altro il contatto fisico può essere considerato invasione personale, tante attenzioni diventano stalking, opinioni contrarie vengono tacciate come razziste, omofobe, ignoranti o di fatto sbagliate. Dove potremo mai riuscire a sfogare le nostre emozioni? Ecco perché le ho scritto”.”Ho 27 anni, vivo all’estero da quando ne avevo 19. Ho saltellato qua e là in Europa, Bruxelles, Atene, Berlino e Londra, fino a finire in Australia dove vivo da 5 anni. Di mestiere ho sempre fatto il cuoco, pizzaiolo, dagli ultimi anni del liceo a Vimercate, Italia. È un mese ormai che ho aperto un ristorante con bar a Sydney”.”È proprio il mio locale, mi sono personalmente occupato di interior design, forniture, burocrazia, marketing, menù. Quasi non ci posso neppure credere. Son partito perché a 18 anni si ha disperato bisogno di ridimensionarsi. Ci si trova in bilico tra l’essere visto come un bambino e credersi un adulto.  Una volta costretto a farsi le proprie lavatrici ci si impiega proprio poco a realizzare qual è la principale verità. Nessuno porterà avanti gli svariati ambiti della tua vita, devi pensarci solo tu”.”Il fare azioni, prendere decisioni, diventa così indispensabile per la propria crescita. Quando quello strato di ghiaccio è rotto, poco conta dove ti trovi nel mondo. L’importante credo sia infatti avere la coscienza che uno può prendere e uscire se vuole o stare se preferisce. La tua testa ne guadagna in libertà. Infatti è l’idea di essere bloccati in qualsiasi posto del mondo che ci lascia inquieti. La mia vita, un inno al movimento. Grazie per aver letto”.

Sorgente: Invece concita, il posto delle vostre storie – Trentenni, pizzaioli o medici disoccupati

Leave a Reply

Your email address will not be published.