Serena Williams prima di Serena Williams: una donna che ha spinto il corpo femminile oltre i limiti e, grazie allo sport, è diventata un simbolo della lotta contro le discriminazioni razziali. Questo è Surya Bonaly, oggi 44enne, pattinatrice sul ghiaccio francese naturalizzata statunitense che negli anni Novanta ha vinto tre medaglie d’argento ai Mondiali e cinque ori agli Europei.

Ma il suo nome, nella storia delle Olimpiadi, rimane legato a un momento unico (ma vietato) dei Giochi. Nagano 1998: persa ogni speranza di vincere una medaglia a causa di un errore, Surya Bonaly decide di “stupire il pubblico, non i giudici” sfruttando le sue doti da ex ginnasta, sport praticato da bambina. Diventa dunque la prima e ultima atleta a eseguire un salto mortale indietro, con atterraggio su una gamba sola, alle Olimpiadi.Il “back flip”, considerato pericoloso, è vietato dal regolamento della federazione internazionale di pattinaggio sul ghiaccio dal 1976. La francese chiude quella gara al decimo posto, penalizzata nel punteggio (“Tanto ai giudici quello che faccio non piace mai”, dirà), ma entra nel mito conquistando gli applausi degli spettatori e i titoli dei giornali: “Un salto mortale sbalorditivo”, scrive Newsday; “Illegale, ma sbalorditivo”, ripete il Boston Globe.

“Serena e Venus [Williams] sono due atlete straordinarie che hanno dimostrato al mondo che le donne nere sono potenti come, se non di più, di ogni altro atleta – ha dichiarato Surya Bonaly ospite al TEDx di Torino a inizio febbraio – Sono state in grado di rompere le barriere e aprire le menti di tutti e, da americane, hanno avuto il sostegno di tutta la nazione. Per quanto riguarda me – ha aggiunto – per oltre due decadi ho continuato a gareggiare ed esibirmi in tutto il mondo per cercare di cambiare la mentalità delle persone, soprattutto di molti uomini nei confronti delle donne e di guadagnarmi il rispetto che merito io, così come le donne tutte. Credo – ha concluso – che essere nera mi abbia dato l’opportunità di riconoscere, con i miei occhi, chi fosse davvero disposto a essere mio amico e chi invece avesse pensieri negativi, razzisti o semplicemente ignoranti”.

Sorgente: 20 anni fa c’è stato un momento unico (ma vietato) nella storia del pattinaggio alle Olimpiadi

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