Con la cattedra di Commercio e Meccanica (commercio anticamente significava economia) istituita nel 1754 da Antonio Genovesi, Napoli è stata la prima città al mondo a dotarsi di un corso di laurea in economia.

Il 3 ottobre 1839 con la cerimonia di inaugurazione della linea Napoli-Portici nasceva la prima ferrovia d’Italia.

Nei primi anni del Regno d’Italia, subito dopo l’Unità, la lira veniva stampata dal Banco di Napoli.

Napoli è sempre stata una delle capitali più importanti d’Europa, a lungo la capitale dello stato italiano più esteso e fino a tutto il seicento la città col maggior numero d’abitanti di tutta l’Europa.

La maschera locale è il famosissimo Pulcinella, che impersona il genio, l’estro, la furbizia e l’ingegnosità dei napoletani. Probabilmente tale maschera è di origine classica (da Maccus, il protagonista burlone e grottesco delle Fabulae Atellanae, uno spettacolo molto in voga nella civiltà romana del IV secolo AC) ed il nome sarebbe legato a Puccio d’Aniello, un contadino di Acerra che nel seicento, tramite rappresentazioni teatrali, portò in auge l’antica maschera.

Napoli è città di poeti. Qui sono sepolti i grandi poeti Virgilio e Giacomo Leopardi. C’è un’importantissima scuola di poesia in vernacolo ed in italiano.

Napoli è città di magia e superstizione. Per i suoi vicoli si dice che si aggirino ‘o munaciello (spiritello dispettoso) e ‘a bella ‘mbriana (spirito benigno). Famosissima è l’antica Smorfia Napoletana colla quale è possibile ricavare dei numeri da giocare al lotto attraverso l’interpretazione dei sogni. A Napoli visse nel settecento Raimondo di Sangro, Principe di San Severo, alchimista e stregone, che si narrava sequestrasse ignari popolani per sottoporli ai suoi truci esperimenti. Il principe era in realtà un illuminato scienziato massone e rosacrociano e a tutt’oggi non si sa come abbia fatto a creare le sue Macchine anatomichevisibili presso la Cappella San Severo, nel centro di Napoli. Si tratta di corpi di esseri umani mummificati e pietrificati con ritrovati scientifici che, all’epoca del principe, non si riteneva potessero già conoscersi.

San Gennaro, patrono di Napoli, è il protagonista di una singolare manifestazione di santità e religiosità. Periodicamente, ad Aprile, il suo sangue, raccolto in un ampolla subito dopo il suo martirio nel III secolo, si scioglie, nell’ambito di un rito solenne presso il Duomo di Napoli. Gennaro, all’epoca del martirio era vescovo di Benevento, non di Napoli.

Napoli è la città di Masaniello (vero nome: Tommaso Aniello d’Amalfi), simbolo di ribellione contro l’arroganza dei potenti, era un popolano che si mise al capo di una rivolta della gente semplice della città contro dazi e gabelle ed il malgoverno dei nobili che affamavano i più umili. Dopo un primo momento di vittoria, Masaniello impazzì (forse a causa di un avvelenamento da parte degli spagnoli), perse il controllo delle masse e venne ucciso proprio dai popolani, consentendo al governo di restaurare l’ordine.

Napoli è la patria di Luca Giordano, fra i pittori europei più importanti del seicento, dal gusto barocco e realista, ha lasciato numerose testimonianze in città della sua arte ed ebbe l’onore di lavorare per Carlo II in Spagna affrescando l’Escorial, il Cason del Buen Retiro e la sagrestia della cattedrale di Toledo.

Napoli è città di musica. Nel settecento la scuola napoletana portò in tutta Europa in auge l’opera buffa con Scarlatti, Pergolesi, Jommelli, Cimarosa. Il Teatro San Carlo, fra i più importanti in Italia, fu diretto da Gioacchino Rossini.
Famosissima in tutto il mondo è la canzone napoletana, che nata sulla fine dell’ottocento sullo schema della canzone da salotto, ha reso immortali i temi de ‘O surdato nnammurato, ‘O sole mio, e rappresenta l’immagine della canzone popolare italiana nel mondo. Qui nacque Enrico Caruso, probabilmente il più celebre tenore del novecento.

Napoli ha una grande tradizione di teatro con Scarpetta, De Filippo, Viviani… e naturalmente il principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò. Nato nel rione Sanità nel 1898, Totò arriva alla ribaltà nazionale con spettacoli di varietà e di avanspettacolo e oltre ad aver realizzato innumerevoli film (quasi cento!), ha scritto anche diverse canzoni (tra cui la famosa Malafemmena) e poesie (da ricordare la ‘A Livella).

Napoli è capitale di gastronomia: la pizza qui nacque in onore della Regina Margherita di Savoia utilizzando i colori bianco, rosso e verde che ricordavano il tricolore. Anche la mozzarella è una pietanza napoletana.

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