L’antica Abellinum fu colonia romana. Sorgeva presso l’odierna Atripalda, fin quando, dopo essere stata distrutta dai longobardi, non risorse nella posizione attuale.

Nel 1130 il normanno Ruggero II ricevette nel Duomo l’investitura del regno di Napoli, Calabria e Sicilia. Fu incoronato dall’antipapa Anacleto.

Santo Patrono è San Modestino, originario di Antiochia, nell’Asia minore, giunse in Italia e fu martirizzato proprio ad Avellino, nell’ambito delle persecuzioni dioclezianee.

La città è sormontata dal Santuario Benedettino del XII secolo della Madonna di Montevergine e circondata dall’Appennino Campano.

La città è ricca di risorse idriche. I suoi corsi d’acqua sono il Calore, il Rigatore e il San Francesco. L’acquedotto dell’Alto Calore rifornisce tutta la zona.

Rinomate sono le nocciole che si producono nei ricchi nocelleti vicini. La zona dell’avellinese è rinomata per la produzione artigianale di torrone fra i più importanti in Italia. L’Irpinia, la regione storica di cui Avellino è capoluogo è fra le regioni vitivinicole fra le più rinomate nel panorama enologico mondiale.

Il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino, fondato nel 1972, è il più grande della Campania. Ha più di 50 aule insonorizzate ed un Auditorium di 400 posti.

La città è piena di feste antiche e tradizionali come la Zeza ed il Palio delle Botte.

Nel cinquecento la lana di Avellino, dal colore azzurro scuro, era fra le più rinomate e diffuse in Italia.

La Pala dell’Assunta all’interno della Cattedrale è oggetto di una sentita devozione popolare.

Essendo stato il padre, il colonnello Leopold Sigisbert Hugo, nominato Governatore militare ad Avellino, Victor Hugo (il famoso romanziere francese) dimorò da bambino presso il signorile Palazzo de Concilii.

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