Con il 4-3 per il Portogallo in finale, si chiude il sipario sugli Europei Under 19. Cosa resta? La festa dei lusitani che trovano il successo dopo il ko della passata stagione contro l’Inghilterra, ma anche la rinascita dell’Italia che dimostra di poter fare qualcosa di buono partendo dai propri settori giovanili. È vero, considerando le ultime manifestazioni sono arrivati 0 trofei, ma in questa fase è meglio giocare, accumulare esperienza e mettersi alla prova per sognare una carriera in prima squadra. I ragazzi di Nicolato hanno dimostrato di poter lottare alla pari, e secondo molti addetti ai lavori – quelli che avevano disegnato il power ranking prima dell’Europeo – l’Italia non avrebbe mai fatto così tanta strada. Eppure, gli azzurrini hanno superato la più quotata Francia in semifinale, e costretto il Portogallo ai supplementari nella finalissima (senza dimenticare di averli battuti nella fase a gironi). Il talento c’è, va sicuramente plasmato e concretizzato: ora la palla passa nelle mani dei dirigenti dei club che ‘posseggono’ questi giocatori, sapranno fare il loro lavoro?

Dall’Under 21 all’Under 17: il lavoro fatto in Federazione è positivo

Se ai piani alti si procede con lentezza, basta vedere quanto tempo è servito per avere un presidente (che in realtà è ancora un commissario) e un ct, partendo dal basso qualcosa si muove. I progetti federali sono stati vincenti: non per i trofei portati a casa, ma per i giocatori cresciuti e visti all’opera in queste ultime due stagioni. La semifinale dell’Europeo Under 21 è un risultato negativo? Assolutamente no, per quanto in molti speravano in un qualcosa diverso visto la squadra a disposizione di Di Biagio. All’ultimo Mondiale Under 20, l’Italia ha raggiunto uno storico 3° posto battendo l’Uruguay ai tiri di rigore e nelle ultime tre stagioni abbiamo conquistato il pass per due finali agli Europei Under 19. Non dimentichiamoci poi dell’Europeo Under 17 del maggio scorso, con gli azzurrini di Carmine Nunziata battuti dai Paesi Bassi solo ai tiri di rigore. E pur (qualcosa) si muove!

” Per il movimento calcistico italiano è molto importante ripartire da momenti così, i ragazzi hanno dimostrato di essere un gruppo forte, unito e combattivo. Hanno costruito un percorso virtuoso e siamo orgogliosi di loro. Le partite si perdono, come è capitato a me quando ero nelle giovanili azzurre, ma ripartire è importante perché si può costruire una carriera vincente anche dopo sconfitte come questa. Quello che hanno fatto sarà molto utile per il loro futuro e per quello del calcio italiano. [Alessandro Costacurta, vice commissario FIGC]”

VIDEO – Mancini: “I ragazzi hanno qualità e atteggiamento, sono giovani ma possono crescere bene”

01:46

VIDEO – Balotelli, Mancini e l’Italia: l’operazione rilancio è partita bene

01:12

Zaniolo, Tonali, Kean, Bellanova, Plizzari: giocatori da valorizzare

Le manifestazioni continentali giovanili sono una vera e propria vetrina e diversi azzurrini si sono messi in mostra in questo Europeo. Zaniolo già lo si conosceva, un po’ per la sua esperienza all’Inter, anche e soprattutto per essere entrato nell’ambito della trattativa che ha portato Nainggolan in nerazzurro. Il trequartista di Massa, con un passato anche alla Fiorentina, ha fatto vedere grandi cose, anche in finale, e con Di Francesco potrà maturare ancora, sperando di vederlo presto in maglia giallorossa, con continuità, in Serie A. Che dire di Tonali! L’accostamento a Pirlo è ancora prematuro, ma anche il centrocampista del Bresciasi è fatto sentire e vedere. Ottima la crescita di Moise Kean, anche se l’attaccante juventino aveva già collezionato minuti e presenze in Serie A.

Moise Kean - Italy-France - 2018 Euro U19 - Getty Images

Moise Kean – Italy-Fra

Sorgente: L’Italia c’è, il talento anche: ora sta ai club non disperdere questo patrimonio – Europei U19 2018 – Calcio – Eurosport

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.