Cocaina nel Tamigi: le anguille diventano iperattive

L’insolito allarme arriva a seguito di un’analisi di controllo condotta da una stazione di monitoraggio nei pressi del Parlamento inglese. I dati raccolti rivelerebbero una concentrazione di cocaina nelle acque del fiume, tale da condizionare il comportamento della fauna che lo popola.

Ma da dove arriva la cocaina trovata nel Tamigi? Secondo le dichiarazioni dei ricercatori del King’s College di Londra all’editore scientifico del Sunday Times, la sostanza potrebbe provenire dagli scarichi dei londinesi e, quindi dalla loro urina. Sarebbe stato poi uno straripamento delle fognature, dovuto all’aumento degli acquazzoni, a diffondere la sostanza anche nel fiume.

La conseguenza più evidente è stata riscontrata nel comportamento della fauna selvatica e, in particolar modo, delle anguille, che si spostano lungo il corso del fiume principalmente nei mesi compresi tra luglio e ottobre. Questi animali, che tra l’altro sarebbero a rischio di estinzione, venendo a contatto con la cocaina, diventano iperattive e cominciano ad assumere comportamenti imprevedibili.

Il fenomeno è stato riscontrato a seguito di un aumento dell’uso della sostanza nel Regno Unito che, secondo dati recenti, è il Paese con il più alto consumo di cocaina in Europa e con una percentuale di morti dovuti a questa causa purtroppo quasi quadruplicata negli ultimi sette anni.

 

Sorgente: Cocaina nel Tamigi: le anguille diventano iperattive – Radio 105

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