Ridere alla radio, da Cordialmente a Lundini

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C’è una lunghissima tradizione comica che è strettamente legata alla storia della radio italiana.

Questa lunga consuetudine ha le sue origini nell’utilizzo originario di questo mezzo di comunicazione, quando non esistendo ancora la tv si usava l’invenzione di Marconi per l’intrattenimento e venivano trasmessi lavori teatrali: non solo drammi ma anche commedie.

Passare dalle commedie ai varietà con sketch e imitazioni fu un passaggio fluido, specialmente nel secondo dopoguerra: pensiamo alle fantasie radiofoniche, i contenitori dove si potevano ascoltare comici poi passati alla televisione (uno su tutti: Alighiero Noschese).

Da Alto Gradimento a Lo Zoo di 105

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In questo contesto si inseriscono Gianni Boncompagni e Renzo Arbore, che insieme a un gruppo di altri amici famosi creano nel 1970 il contenitore “Alto Gradimento”: la comicità alla radio cambia per sempre, grazie al ricorso all’improvvisazione e a testi che oggi troveremmo innocui ma che per l’epoca erano considerati dissacranti e scandalosi.

“Alto Gradimento” è stato il punto di riferimento per almeno due generazioni di autori radiofonici, ed è tenendolo ad esempio che sono nati personaggi che oggi diamo assolutamente per scontati e veneriamo come geni comici: dal Trio Medusa alla Gialappa’s Band, da Digei Angelo in “Ciao Belli” al cast de “Lo Zoo di 105”.

Figli e nipoti di Arbore & Co.

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L’influenza di “Alto Gradimento” è evidente, anche se la formula del programma risultò da subito più anarchica, anche in “Cordialmente pista di lancio”, lo spazio gestito da Elio e le Storie Tese con Linus su Radio Deejay, che nel 2021 ha fatto ritorno in radio dopo un’interruzione di 3 anni (ma avviandosi a festeggiare il trentennale dalla prima “incursione”) e che rappresenta il programma più longevo della storia radiofonica italiana.

Riprende in parte la struttura sia di “Alto Gradimento” che di “Chiamate Roma 3131” (altro caposaldo della programmazione Rai dello scorso cinquantennio) anche il discusso “La Zanzara”, che non può essere descritto semplicemente come un programma comico – al contrario, sono più le persone innervosite da Cruciani e compagnia bella che quelle che ne sono divertite.

Un po’ come succede con Valerio Lundini, considerato il nuovo eroe della comicità radio-televisiva: personaggio che divide, ma che ha comunque un successo enorme.