Un mondo a parte: le radio universitarie italiane

Un mondo a parte: le radio universitarie italiane
Contenuti
  1. Non chiamatele copie
  2. Il caso RadUni
  3. Una fucina di creatività

Un approfondimento a parte va dedicato a un fenomeno che altrove è assolutamente mainstream ma che in Italia è ancora di nicchia, nonostante le sue dimensioni: stiamo parlando delle radio universitarie.

Non chiamatele copie

Nate sulla scia delle più famose college radio del mondo anglosassone, sono vere e proprie stazioni radiofoniche che trasmettono da e per gli atenei e i loro iscritti (nulla vieta di collegarsi anche se si è più grandi, ovvio).

Per lo più, i loro programmi sono tutti online e le eccezioni sono un caso rarissimo. Caso esemplare è Radio Cusano Campus, che invece trasmette anche in FM.

Sarebbe ingiusto pensare alle radio universitarie di casa nostra come a un semplice scimmiottamento di quelle, per esempio, statunitensi: oltre alla musica, le loro trasmissioni si occupano di politica, di attualità, con palinsesti che non hanno nulla da invidiare alle radio “da grandi”.

Il caso RadUni

È importante in questa analisi ricordare il network RadUni, associazione nata per consociare le maggiori radio universitarie della Penisola: oggi ne fanno parte ben trentadue stazioni, fra le quali quella dello IULM, della Federico II di Napoli, della Sapienza di Roma solo per citarne alcune.

RadUni non si occupa solo di “contarsi” ma anche di organizzare eventi, fra i quali il più importante è sicuramente La notte dei ricercatori, e manifestazioni, come quella per le vittime dell’attentato di Strasburgo che ha avuto grandissima visibilità anche all’estero.

Una fucina di creatività

A chi non fosse più in età da ateneo consigliamo comunque di farsi un giro fra i portali delle università italiane e di ascoltare qualche minuto dei programmi proposti da questi che sono autentici laboratori di creatività: i premi fioccano anche dall’estero, anche se a dirla tutta i più importanti riconoscimenti sono quelli attribuiti proprio dal Festival delle Radio Universitarie.

Fra i contenitori che vale la pena seguire vanno segnalati almeno “Musica Libera” che va in onda su Radio 6023 (radio online degli studenti del Piemonte orientale) o “C’era una volta il cinema” su F2 RadioLab, da Napoli: format originali che apriranno agli studenti-speaker le porte di una carriera nelle radio “pro”, se lo vorranno.


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